"I musicisti suonano i loro strumenti, io suono l'orchestra"
Tre atti.
E' così che questo film racconta il personaggio( e non la vita) di Steve jobs.
Si perché la sceneggiatura di Sorkin sottolinea il carattere di quest'uomo attraverso la messa in scena di tre tappe della vita di Jobs: le presentazioni dei suoi prodotti.
1984 presentazione machintosh, 1988 presentazione next e infine 1992 presentazione Imac.
In questi tre frammenti Jobs incontra le stesse sei persone, ed è attraverso questi incontri e scontri che approfondiamo il carattere e ci vengono mostrati scorci della sua vita.
Attraverso questa forma teatrale, l'attenzione cade sui rapporti personali che Jobs ha: con la figlia Lisa che non riconosceva e con la madre; con John Sculley, AD della Apple, il quale è per Jobs una figura paterna;
Si perché la sceneggiatura di Sorkin sottolinea il carattere di quest'uomo attraverso la messa in scena di tre tappe della vita di Jobs: le presentazioni dei suoi prodotti.
1984 presentazione machintosh, 1988 presentazione next e infine 1992 presentazione Imac.
In questi tre frammenti Jobs incontra le stesse sei persone, ed è attraverso questi incontri e scontri che approfondiamo il carattere e ci vengono mostrati scorci della sua vita.
Attraverso questa forma teatrale, l'attenzione cade sui rapporti personali che Jobs ha: con la figlia Lisa che non riconosceva e con la madre; con John Sculley, AD della Apple, il quale è per Jobs una figura paterna;
con la sua segretaria, l'unica che crede in lui;
con Steve Wozniak, storico collaboratore con cui fonda nel suo leggendario garage la Apple ed infine il collaboratore software Andy.
Ed è questo il punto forte del film : il non cadere nel cliché di mitizzare un personaggio attraverso un racconto lineare che spiega una storia che noi tutti già sappiamo. L'aspetto geniale è pero che le tre presentazioni non ci vengono mai mostrate ma ci vengono mostrati solo i preparativi.
A supportare quest'enorme impianto drammatico, c'è una regia ispirata di Boyle, il quale attraverso piani sequenza e carrellate ti avvicina all' azione attoriale. Degno di nota è anche il montaggio frenetico ma comunque molto pulito che riesce a mostrarti vari piani temporali senza farti perdere il filo della storia.
Le interpretazioni sono eccezionali: Fassbender, pur non assomigliandogli, da vita a Jobs dall'interno recitando in maniera istrionica e rappresentando la cura con cui presentava i suoi "figli" al mondo; anche il cast di contorno è stato molto bravo, soprattuto Jeff Deniels nel ruolo di John Sculley.
Il motore che muove la pellicola al di là del comparto tecnico è pero il rapporto con Lisa, che torna sempre più presente in ogni atto e che diventa sempre più importante per il padre.
Un film memorabile che rappresenta questa figura, spesso esaltata nel mondo contemporaneo, come un uomo tormentato per il fatto di essere stato rifiutato alla nascita; una ferita profonda da cui nasce un anima controversa, un "sistema chiuso" come i sistemi dei suoi prodotti.

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