Il suono di Berlino che brucia sotto i bombardamenti. Una bambina che osserva e ascolta da lontano.
Quel suono le rimarrà impresso.
Nico,1988 è la storia di Christa Päffgen in arte, appunto, Nico, componente dei Velvet Underground. Qui la vediamo però nel 1986 alla fine di una carriera da solista che non l'ha vista sfondare e il pubblico che la vede solo come ex-componente del prestigioso gruppo.
Ormai è senza uno scopo, dipendente da eroina e con una sgangherata banda di musicisti alle spalle, ed il suo agente, che sembra l'unico a volerle bene sinceramente.
Una produzione italo-belga di una regista tutta italiana che ha sia scritto che diretto il film. Nico,1988 apre la sezione orizzonti in modo favoloso con questo racconto amaro pieno di rancori e svuotato di ogni retorica post-celebrità.
La regia è equilibrata e si concentra soprattutto sul personaggio principale, anche attraverso la scelta del 4/3, che stringe lo schermo.
L'interpretazione di Trine Dyrholm è eccezionale e ci porta un personaggio cupo, triste e senza più speranza. I comprimari non sono da meno e l'attore che fa il manager ci regala un pizzico di ironia.
Un personaggio difficile, raccontato da Susanna Nicchiarelli(la regista), partendo dall'interno, raccontando la sua anima, che brucia, come bruciava Berlino.


Commenti
Posta un commento