Dunkirk, recensione film


I tedeschi sono alle spalle. Davanti solo il mare, la manica e in lontananza uno scorcio, forse solo immaginario, dell'Inghilterra.

Siamo a Danquerke  piccola città sulla manica dove ci fu la più grande ritirata della storia.

Nolan torna a tre anni di distanza da Interstellar con un nuovo blockbuster. Questa volta affronta la guerra, in una maniera però poco consona.
Come in orizzonti di gloria di Kubrick il nemico non c'è, o meglio, non viene mai mostrato e non gli viene mai dato un volto. Nolan poi divide e ristruttura una storia lineare in tre diversi punti di vista con tre tempi diversi:il molo dove la storia dura una settimana, il mare dove la storia dura un giorno e il cielo dove la storia dura un' ora.

Un film mastodontico, colossale, che punta sull'esperienza visiva e sonora. Nolan scrive una sceneggiatura scarna e basica dove nessuno ha nome e nessuno viene approfondito; questo per cercare di farci immergere nella storia generale e non farci appassionare ai singoli personaggi.

La regia è pulita e magniloquente e la fotografia è fredda e tagliente. Gran parte del lavoro di immersione è fatto dalla colonna sonora di Hans Zimmer che, facendoci sentire un ticchettio continuo per tutto il film, ci trasmette ansia e paura per qualcosa che non vediamo(il nemico è invisibile).

Nolan con questa scelta vuole sottolineare la brutalità della guerra che annienta l'individuo e lo trasforma in una bestia.

Con uno sguardo quasi documentaristico il film ci porta a vivere l'operazione dynamo(l'evaquazione della spiaggia di Danquerke). Ottime poi le interpretazioni: i ragazzi del molo sono stati molto bravi a rappresentare la frustrazione anche attraverso pochissimi dialoghi, Tom Hardy, che è il protagonista del punto di vista del cielo, impersona un pilota della Raf e per quasi tutto il film recita praticamente con gli occhi. Immenso.
I personaggi con cui pero riusciamo a legare sono quelli di Mark Rylance e Kenneth Branagh, e sono anche quelli che riescono a donarci qualche emozione.

L'unico difetto è che questo impianto non lineare e questa poca profondità dei personaggi potrebbe allontanare lo spettatore.

Non il capolavoro di cui parlano i sostenitori, neanche il disastroso buco nell'acqua che dipingono i detrattori.

Un film bellissimo, forse un po' troppo pompato, ma tecnicamente ineccepibile e poeticamente forte.











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