Venezia 74, First Reformed; Recensione

Dio ci perdonerà?

E' questa la domanda di First Reformed, ma soprattutto la domanda che si pone Poul Scharader realizzando questo film.

Scharader arriva a Venezia con un film rabbioso e distruttivo, che indaga l'america con gli occhi del reverendo Toller, un prete che non vede più Dio e non riesce più a pregare a seguito di alcuni drammi accaduti.
Tutto si scatenerà da una visita del reverendo alla casa di Mary e Micheal,che aspettano un bambino.
Micheal è un convinto ambientalista e non vuole che suo figlio nasca in quel mondo che non ha più speranza.
Toller cercherà di fa ragionare Micheal sull'aborto pur condividendo la sua preoccupazione ambientalista.

Il film andando avanti mescola dubbi di fede, politica e moralità regalandoci un personaggio interessante come quello di Toller, interpretato magnificamente da Ethan Hawke, che è superbo nel rappresentare un uomo perso, che tenterà di cercare una risposta nella fede, apparendo pero disilluso e stanco,sconfitto dalla vita.

Anche Amanda Sayfried è molto brava nel ruolo di Mary e accompagna alla perfezione il crescendo emotivo del protagonista.

La fotografia, molto cupa e asciutta, da perfettamente l'idea delle sensazioni del personaggio; la regia di Scharader è magniloquente, ma non invade mai la storia, che non viene mai oscurata.

Quello che rimane è un messaggio cupo e triste, ma dato con una forza e un'autodistruzione che affascinano e non annoiano mai.

Scharader annienta  l' america di oggi e ogni sua speranza, parlando di ambientalismo, politica e fondamentalismo in un modo inaspettato e notevole, eliminando il "perbenismo" e raccontando la desolazione e il tormento interiore di fronte a questi temi.


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