Baby driver, Recensione film

Edgar Wright torna, a ritmo di musica, con il su nuovo film, Baby driver.

Veniamo catapultati fin dalla prima scena all'interno di un mondo criminale, fatto di rapine, pistole e inseguimenti. Il protagonista è baby, un ragazzo portento nella guida che riesce a sfuggire dal posto del crimine ogni volta senza problemi. Seguiremo la sua storia tra amori,sparatorie, amicizie e corse a tutta birra, sempre ascoltando la musica insieme a lui col suo ipod. Baby infatti soffre di acufene e per coprire quel disturbante fischio, ascolta continuamente musica.

Wright, come nella trilogia del cornetto, prende un genere e gli da il suo tocco umoristico e divertente. Qui però fa qualcosa di più, si perche Baby driver non è solo la parodia divertente di Drive. Wright mette in gioco una regia esaltante fatta di carrellate adrenaliniche,a cui aggiunge una sceneggiatura molto divertente e solida, in cui ogni personaggio è sfaccettato in modi diversi senza risultare una macchietta sopra le righe.



Azzeccatissimo il casting che vede i vari Kevin Spacey, Jon Hamm e Jaime Foxx più in forma che mai. Anche l'attore protagonista, pur essendo poco espressivo, riesce a dare una buona interpretazione: Wright gli fa indossare sempre cuffiette e occhiali da sole, facendolo sembrare più carismatico.



Il cuore del film però è la colonna sonora, che come in "guardiani della galassia", ha un significato importante per il protagonista. Le canzoni spaziano fra vari generi e ognuna è inserita al momento giusto. La sparatoria a ritmo di tequila è un capolavoro audiovisivo, così come la scena con Unsquare Dance di  Dave Brubek.

L'unico difetto del film è il finale tirato un po' per le lunghe. 

Wright è riuscito a superarsi.






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