"La popolarità è la cuginetta zoccola del prestigio, amico mio."
Birdman è una parodia sofisticata che riflette su se stessa e si eleva tecnicamente.
Alejandro González Iñárritu dopo l'introspettivo e commovente Biutiful(2010) porta al cinema nel 2015 Birdman, storia di un attore,Riggan Thompson,divenuto famoso nel 1992 per aver interpretato questo supereroe pennuto.
Seguiamo tutto il dietro le quinte del suo nuovo progetto, la trasposizione teatrale di un testo di Raymond Carver.
Iñárritu attraverso questo impianto costruisce i suoi personaggi in modo meta-cinematografico, così troviamo un Micheal Keaton che interpreta se stesso degli anni novanta e Edward Norton che interpreta un attore con cui è difficile lavorare, come spesso lo stesso Norton viene raccontato da molti registi.Il film è anche pregno di critiche, prima fra tutte ai cinecomic e al mondo del pop-corn movie, ma troviamo anche accuse celate alla popolarità degli attori, ai critici, ai social network.
Tutto però è accennato e mai veramente centrale. Seguiamo, letteralmente, l'io di Riggan, le sue paure e i suoi timori.
E' la forma in Birdman a fare da padrona, con piani sequenza interminabili e una fotografia spettacolare che immerge.Birdman è la critica ma anche l'esaltazione del cinema commerciale, la sua disfatta e la sua rinascita.
Può sembrare infatti strano che un film che non si risparmia nei confronti di Hollywood, possa poi vincere 4 premi oscar.
Un Iñárritu quindi all'ennesima potenza, controverso come non mai, ma splendido e accattivante.
Alla fine ci si affeziona un po' a Riggan, perchè in realtà siamo un po tutti come lui e cerchiamo sempre di spiccare il volo.







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