"Sai, quando meno te lo aspetti la natura trova modi ingegnosi per scovare il nostro punto debole…"
Un racconto d'estate. Un risveglio sensoriale. Un'attrazione sopita. Chiamami col tuo nome è tutto questo e anche di più.
La storia è ambientata in un'Italia anni 80 (precisamente 83),e vede l'arrivo di un laureando a casa del professor Perlman, nei pressi di Crema.Vedremo l'incontrarsi e il rincorrersi del laureando Oliver, interpretato da Armie Hammer, e del figlio del professor Perlman, Elio, interpretato da Timothèe Chalamet.
Guadagnino conclude la sua personale trilogia del desiderio( Io sono l'amore, A bigger splash e Chiamami col tuo nome), con un film intimo ma leggero, delicato e profondo.
L'estate italiana viene allungata, dilatata temporalmente e porta lo spettatore a vivere insieme ai personaggi queste lunghe giornate.
Viene costruito un cinema sensoriale fatto oltre che di immagini, di suoni, di colori, di profumi e di tatto.
Ci perdiamo in questa natura che circonda i due personaggi e dove sboccia il loro amore. Sentiamo le cicale, il vento e lo scorrere dell'acqua.
Odoriamo il profumo dell'erba e di tutta la natura che circonda la casa dei Perlman. La fotografia è ricca ma mai sgargiante, fatta di colori pastello.
Guadagnino crea e utilizza questa messa in scena in modo sensuale con una regia morbida e concentrata sui due protagonisti.
Interessante il discorso e l'utilizzo che Guadagnino fa dell'arte e di alcune statue, che riemergono dall'acqua come emerge il sentimento da dentro Elio.
Una storia che può sembrare banale e semplice, ma che attraverso la sua semplicità sottolinea e racconta l'amore e il desiderio che nasce tra due uomini, senza caricarlo di moralità e preoccupazioni, ma raccontandolo come ciò che esso è, un amore sbocciato tra due esseri umani.
Timothèe Chalamet è bravissimo, divertente, e riesce a rappresentare i sentimenti contrastanti del personaggio.
Gli attori di contorno svolgono il proprio ruolo, soprattutto Michael Stuhlbarg,nel ruolo del padre di Elio.
Un film che conquista e che commuove, che rilassa, che fa venire voglia di abbracciarsi.
Ci perdiamo in questa natura che circonda i due personaggi e dove sboccia il loro amore. Sentiamo le cicale, il vento e lo scorrere dell'acqua.
Odoriamo il profumo dell'erba e di tutta la natura che circonda la casa dei Perlman. La fotografia è ricca ma mai sgargiante, fatta di colori pastello.
Guadagnino crea e utilizza questa messa in scena in modo sensuale con una regia morbida e concentrata sui due protagonisti.
Interessante il discorso e l'utilizzo che Guadagnino fa dell'arte e di alcune statue, che riemergono dall'acqua come emerge il sentimento da dentro Elio.
Una storia che può sembrare banale e semplice, ma che attraverso la sua semplicità sottolinea e racconta l'amore e il desiderio che nasce tra due uomini, senza caricarlo di moralità e preoccupazioni, ma raccontandolo come ciò che esso è, un amore sbocciato tra due esseri umani.
Timothèe Chalamet è bravissimo, divertente, e riesce a rappresentare i sentimenti contrastanti del personaggio.Gli attori di contorno svolgono il proprio ruolo, soprattutto Michael Stuhlbarg,nel ruolo del padre di Elio.
Un film che conquista e che commuove, che rilassa, che fa venire voglia di abbracciarsi.





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