L'ora più buia, per l'Inghilterra e per Winston Churchill, chiamato a guidare la nazione durante la seconda guerra mondiale e proprio nel periodo di massima crisi.
Churchill compare nel film avvolto proprio dall'oscurità e ci viene mostrato attraverso una scintilla di un fiammifero mentre accende il suo sigaro mattutino.

Joe Wright costruisce questa figura, mastodontica,ma feroce e vivace, che si muove all'interno del parlamento, del numero 10 di Downing street, nella war room e a Buckingham Palace.
Churchill viene scelto dal suo partito dopo la sfiducia dei liberali data a Chamberlain, ma allo stesso tempo dovrà fronteggiare lo stesso partito per attuare le sue politiche e la sua idea.
Dopo lo splendido Dunkirk di Nolan dove vedevamo solo la spiaggia,il mare e l'Inghilterra come una terra lontana a cui tornare, qui c'è il rovescio della medaglia e tutta la faccenda ci viene mostrata dagli occhi di quello che poi sarebbe diventato il simbolo della patria.
Il Regno Unito è solo, la Francia è caduta e gli Stati Uniti non si decidono ad aiutare il vecchio mondo.
Il tema del sacrificio viene affrontato forse in maniera più sofisticata rispetto al film di Nolan.
Avvincente e interessante quello che il film fa sui discorsi e sulla parola, l'importanza che Churchill gli dava, il suo continuo lavorarci,la ricerca sui classici citando Orazio e Cicerone, per arrivare alle giuste frasi e toccare le giuste corde.La nota più dolce del film è però la fantastica interpretazione di Gary Oldman, che appesantito dal make-up notevole, attraverso movenze e sguardi riporta in vita Churchill, con un lavoro sulla voce e sul respiro eccezionale. Oldamn ci mostra la sua sicurezza di fronte al mondo, ma ci svela la sua intimità e l'uomo dietro alla figura ormai leggendaria che è diventato.

La scena più bella del film, che riesce forse anche a commuovere si ha quando Churchill va in metropolitana,tra la gente comune, e con una chiacchierata che tocca lui nel profondo capisce quale via deve seguire.
Un film non superlativo,in cui Wright si perde forse in alcune ripetizioni a metà film, dopo un avvincente inizio, ma che invece nel finale riprende tutta la sua forza,facendoci avvicinare ad una figura iconica del novecento.



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