
"Poesia alumbraras mi camino come una mariposa que arde"
È questo il motivo ricorrente nella poesia per immagini che il regista cileno Alejandro Jodorowksy ha recitato nel secondo racconto autobiografico dopo "La danza della realtà" della sua infanzia.
La liricità dell'opera illumina il suo cammino sin dalle prime fasi dell'adolescenza quando giunto a Santiago de Chile dopo la partenza inscenata nella prima sequenza in un pontile affollato dalle figure grigie della sua vita a Tocopilla, è vittima della severa autorità paterna e consolato soltanto dalla madre che si esprime solo cantando lacrimosamente lasciando trasparire un ruolo di subordinazione al marito. La famiglia tradizionalista non accetta il suo interessa per la letteratura ambendo a un futuro da medico per Alejandro che abbatte (letteralmente) l'albero genealogico dei rapporti familiari per tuffarsi nel viaggio poetico della sua gioventù.
Condividendo ispirazione, tormenti, alcolismo, esperienze sessuali, drammi familiari e tensioni religiose con i grandi intellettuali cileni dell'epoca quali Enrique Lihn, Stella Díaz e Nicanor Parra, l'anima del giovane Alejandro brucia la bellezza della sua gioventù in un vortice di esperienze rappresentate surrealmente attraverso il ricordo dell'autore. Come una farfalla che arde, la poeticità di quell'ambiente si consuma concludendo da dove era iniziato: un altro pontile, un'altra partenza, un altro mondo.
Il barocco e il kitsch, il teatro e il surrealismo, lo sguardo intimo e la visione d'insieme di un ambiente sociale e intellettuale. Tutti questi elementi si fondono nel film autobiografico del regista cileno che risulta essere una miscellanea magistrale di spunti creativi e di riflessione. Affronta la sua vicenda familiare in maniera cruda con lo sguardo sfrontato del giovane Alejandro che taglia i legami, brucia della sua aspirazione poetica che si libra nel vento delle passioni in un carnevale di sequenze liriche ed oniriche che richiamano il circo felliniano, con quel tipico retrogusto malinconico e nostalgico.

Lo stile riflette la sua ricostruzione frammentata tra il ricordo e il sogno dell'adolescenza prima e la giovinezza poi, osservando la sua vita attraverso il filtro che la mente pone tra la realtà e la memoria. Le personalità e le immagine esteriori nette dei personaggi ed in particolare dei genitori, riflettono il processo di idealizzazione e quello esattamente contrario che effettua Jodorowky, offrendo quindi una versione estremamente sincera e intima della propria verità.
Da quel pontile sappiamo che nascerà un altro film che Alejandro ci darà il privilegio di amare volando come una farfalla sulle ali della poesia e del suo cinema che dopo tanti anni dai suoi capolavori cult non ha perso il fascino che contraddistingue l'opera di questo maestro che arde, ma come una fenice che dimostra sempre di rinascere dalle sue ceneri.



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