Quando si pensa a David Fincher si pensa inevitabilmente a film come Seven(1995) o Fight Club(1999), fino ad arrivare a Il curioso caso di Benjamin Button(2008).Pochi forse si ricordano di Zodiac(2007), tratto dai libri di Robert Greysmith, i quali narrano le vicende e gli omicidi del serial-killer dello zodiaco. Un killer che terrorizzò San Francisco e l'America degli anni 60.
Fincher continua la tradizione dei suoi vecchi film, costruendo un thriller-poliziesco, ma togliendo il solito colpo di scena finale, destrutturando il suo solito archetipo di regista di film spiazzanti.
Zodiac evolve e asciuga Fincher, che si avvicina al capolavoro, attraverso un respiro classico e la costruzione di personaggi tormentati ma mai solo abbozzati.
Robert Downey jr, Mark Ruffolo e Jake Gyllenhaal sono perfetti e riescono ad equilibrarsi e a coordinarsi senza sopraffare l'uno la recitazione dell'altro.
Il regista segue spesso l'azione dall'alto, quasi con sguardo asettico, creando delle scene memorabili, accompagnate da una splendida colonna sonora che aggiunge profondità e tensione.
La fotografia verte su toni gialli e caldi, dando un tocco acido e aspro che stride benevolmente con la storia colpendo lo spettatore.
Fincher quindi porta il suo film all'apice, costruendo tensione anche in una pellicola di cui già, in realtà, sappiamo il finale, ma con grazia, senza mai esagerare.
Il finale poi, crudo e senza speranza, lascia nello spettatore un taglio non rimarginabile.
Un vero capolavoro classico, che ha segnato Fincher e la sua filmografia, perchè c'è un prima e un dopo zodiac, e fa quasi strano che sia uno dei film meno premiati che ha realizzato.


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