ISIS, Tomorrow

Storie di bambini dimenticati. Di mogli sacrificate e di famiglie spezzate. Le famiglie dei combattenti arruolati nell’ISIS. Veniamo catapultati nelle strade semidistrutte e piene di macerie di Mousul e ascoltiamo tante testimonianze, di vari bambini, varie famiglie, militari e combattenti occultati.

Un documentario audace e d’inchiesta quello presentato qui a Venezia dalla coppia di registi italiani Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi.

Un racconto frammentato pericoloso, che viene esplorato sul posto senza paura e con maestria.
Le riprese sono ispirate e d’impatto, la fotografia gioca sulle luci della città e sui volti, sulla cupezza del cielo e sul caldo del deserto. La camera è quasi sempre attaccata agli intervistati, concentrandosi sul loro vissuto.

Un’ immersione in queste storie e in queste problematiche, cosi lontane da noi ma cosi relativamente vicine. Uno sguardo agli avvenimenti passati in quelle terre per cercare di comprenderne il presente.

Ripercorriamo quindi le varie storie i vari attacchi e vicissitudini dagl’occhi di outsider. Testimonianze forti che ci segnano.

Il documentario però pecca nell’essere troppo dimostrativo, troppo esplicativo e scolastico. Non si viene rapiti completamente dal racconto che non ti accompagna ma ti presenta situazioni su situazioni con medesimi escamotage.

Un esperimento interessante riuscito a metà, che però porta a gli occhi di tutti la splendida mano di questi due registi.


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