"Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità".
- Neil Armstrong -
Il primo film della sezione ufficiale appartiene a un duo che la Biennale di Venezia conosce bene: *Ryan Gosling* e *Damien Chazelle*, che tornano con il film incentrato sulla vita del primo uomo sulla luna.
Erano riusciti a conquistare il festival nel 2016 con "La La Land". Quest'anno invece si vedrà cosa riusciranno ad ottenere, anticipiamo però che il film ha avuto 2 minuti di standing ovation dopo la sua prima presentazione qui al Festival.
Conosciamo tutti la storia di Neil Armstrong, infatti questo film non vuole essere un'opera biografica, ma un film che parla dei rapporti del protagonista con gli altri personaggi del film come la moglie *Janet Shearon* interpretata da Claire Foy, e *Deke Slayton* interpretato da Kyle chandler insieme a molti altri...
Rientra in quei film che vogliono mostrare la grandezza dell'uomo nel superare se stesso e non la grandezza di ciò che egli ha compiuto.
La pellicola vuole farci vedere una parte più profonda della missione per la luna, una parte incentrata più sull'uomo che ha fatto i passi, che sul paese che combatte una guerra senza armi.
I primi piano su Gosling permettono di vedere le diverse emozioni che lui prova comunicando in determinati momenti con altre persone della sua vita, si vede la dolcezza che prova quando accarezza i capelli della figlia addormentata e quando canta per lei, la disperazione nella ricerca di una cura per il cancro della figlia e l'amore nei suoi occhi quando decide di cominciare con una nuova vita insieme alla moglie.
Una nuova città, un nuovo lavoro e un nuovo obbiettivo, tutto mosso dallo stesso sentimento radicato nella sua persona. La morte della figlia, avvenimento fondamentale per il personaggio e per il film.
La fotografia del film è meravigliosa, e l'utilizzo di colori (principalmente arancione, blu, marrone e poi bianco e nero per lo spazio) è perfetto, le inquadrature sono potenti ed esprimono l'atmosfera senza l'utilizzo della parola.
Il film è emozionante, trova un equilibrio fra i momenti più dolci e quelli in cui vuole far provare angoscia allo spettatore, frutto dell'abilità e del tocco di Damien Chazelle, lo si può notare anche dall'utilizzo della musica classica e jazz come accompagnamento di scene importanti.
Un buon utilizzo della telecamera a mano, e l'utilizzo di chiaroscuro nelle immagini.
Per quanto possa essere bello il film pensiamo che la durata sia leggermente esagerata (135' minuti), alcune scene durano troppo a lungo, oltre a questo anche se fatto molto bene, si ha un contrasto ogni tanto con quello che il film vuole dimostrare, vista la focalizzazione su Armstrong, e gli altri personaggi del film che vengono messi in ombra, facendo sì che in alcune scene lo spettatore non riesca ad empatizare con loro.
Capiamo perché questo film viene considerato uno dei migliori candidati al leone d'oro, speriamo inoltre di vederlo anche agli Oscar quest'anno perché è un film che merita.
Dopo "La La Land" la collaborazione fra Gosling e Chazelle è sempre una cosa che funziona e che piace sia a noi che il resto del pubblico.
Voto: 8,5



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