Non è un paese per vecchi, Recensione film

Qual è la cosa più grossa che hai perso a testa o croce?


Il cinema dei Coen è tutto fuorche ordinale.
Raccontano storie apparentemente semplici, che pero cercano di studiare il comportamento umano. In molti loro film sono il caso e il caos che portano la storia avanti.Per di più il tutto e condito da un ironia sottile.


Non è un paese per vecchi può essere considerato il loro film più grande che mostra un'umanità allo sbando nei pressi della frontiera tra messico e USA.

Seguiamo le vicende di Llewelyn Moss, e veniamo investiti da un susseguirsi di azioni scatenate tutte da un singolo avvenimento andato storto. in puro stile Coen.



La regia è tagliente, cruda e ci mostra questo inseguirsi dei due personaggi principali, aiutata da una fotografia asciutta e fredda con colori spenti e desaturati.

Moss è interpretato da uno splendido Josh Brolin, ma la vera star del film è Javier Bardem che da vita a un personaggio memorabile, Anton Chigurh, quasi la rappresentazione del male stesso sotto nuova forma.

I Coen con questa storia ci mostrano che tra bene e male c'è un confine sottile e che un uomo per quanto onesto e rispettabile è sempre pronto a fare la cosa sbagliata. 

Come Tarantino esaltano la violenza, ma senza veicolarla in un contesto pulp, facendola rimanere un pretesto per consolidare il messaggio.


In questo insieme cinico e disilluso, l'unico ad avere un po' di umanità è il personaggio di Tommy Lee Jones. E' proprio lui infatti il "vecchio" del titolo.





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